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UN NATALE IN MISSIONE – Gli auguri dei missionari

LA LETTERA DI SUOR ANNAMARIA

Carissima Franca, Alice e Amiche/ci tutti di Salzano,

il Natale è vicino, siamo già verso la fine della novena che ci prepara al grande avvenimento della venuta del Signore Gesù, Figlio di Dio e Fratello nostro. In Lui ci ha fatto degni di diventare figli del Padre, amore e dono incalcolabile, sul quale possiamo sempre contare e il NATALE ne è la realtà più luminosa. Il mio augurio è, che insieme, sappiamo attendere il Natale di Gesù, con il cuore pieno di gioia e di riconoscenza. Mentre siamo in piena Novena natalizia fuori dalla porta di casa nostra sono in piena campagna elettorale si moltiplicano le false promesse di gioie passeggere che ledono la dignità della persona umana, soprattutto dei poveri. Sono anni ormai, troppi, che la stessa storia si ripete e non porta a nessun cambiamento per il popolo che si trascina con fatica per sopravvivere. Un clima poco favorevole alla gioia del Natale. Si spera in un cambiamento vero e radicale, ma le forze del male sembrano prevalere. E’ il caso di chiedersi se c’è ancora spazio per vivere la GIOIA ai nostri giorni e nel contesto in cui viviamo.

Il vangelo ci dice che è possibile viverla. L’angelo disse ai pastori:”… Vi porto una bella notizia che procurerà una grande GIOIA a tutti voi…”. Sul monte della trasfigurazione: “…Pietro disse a Gesù: “è Bello per noi stare qui…”. Al ritorno dei settantadue dopo l’invio in missione “… i discepoli tornarono da Gesù con il cuore pieno di GIOIA per quello che avevano realizzato nel Suo nome…”. Gesù promette la GIOIA “… vi ho detto questo perché la mia gioia sia piena in voi e desidero che sia in abbondanza…” . Che il Piccolo Gesù ci dia forza e coraggio per credere che la Sua Parola è certa ed è l’unica luce che ci guida alla vera gioia. Che la GIOIA del Natale riempia i nostri cuori e vi rimanga sempre. Non lasciamocela rubare anche quando la realtà esterna vorrebbe spegnerla.

Gesù RE della pace, Emanuele Dio con noi, che viene abitare tra e in noi, sia accolto e con Lui sia accolta la PACE, che venga costruita nei cuori e nei Paesi che la implorano, anche in questo nostro Congo che la desidera e la invoca da anni e che si prepara alle elezioni domenica prossima 23 dicembre, in un clima di incertezza, di tensione, di violenza e di paura, soprattutto per il dopo. Uniamo le nostre voci, i nostri cuori e le nostre preghiere per invocare il dono della pace per tutti. Grazie di cuore a chi ci sostiene con la preghiera e l’aiuto concreto. Ancora Buon Natale e Buon Anno 2019 a tutti.

A questi bimbi non manca certamente la gioia, ignari di quanto accade attorno a loro. “Non temere piccolo gregge Come il pastore custodisce il suo gregge, il Signore veglierà su di noi… Noi aspettiamo la nostra vita dal Signore, è per noi un appoggio e uno scudo” Queste parole ci sono di aiuto in questo particolare momento della nostra presenza in Congo. RICORDATECI!!!

 

LA LETTERA DI DON BEPI

Natale 2018

Carissimi amici,

siamo prossimi alle feste natalizie ed eccomi a voi con questa lettera per esprimervi la mia amicizia, il mio affetto e la mia riconoscenza.

Durante le vacanze, mi sono trovato ‘inguaiato’, e spesso ‘ingolfato’, in molte iniziative che mi sono assunto per poter dare ai nostri allievi del Centro di Formazione al Lavoro la possibilità di fare lo stage pratico.  Ho pensato ai tanti lavori che l’opera di Fianarantsoa ha bisogno per cui ai ragazzi di muratura ho fatto alzare il muro di recinzione di un metro per una lunghezza di 300 metri, una piccola casetta (7×4 m) come deposito per gli attrezzi dell’orto, rifare il tetto della stalla in erba secca secondo lo stile malgascio (dura quattro/cinque anni, tiene l’acqua e tiene fresco più delle tegole), la canalizzazione per l’acqua piovana; i ragazzi della falegnameria hanno fatto 60 banchi con 150 sedie, armadi, scaffali per le dispense, porte e finestre per l’oratorio, cattedre, armadi da ufficio; con i saldatori  abbiamo sistemato molte cose in ferro, costruito una macchina per brillare il riso, inferiate per finestre, messo in piedi la ‘giostra’, fatto una pensilina di oltre 60 metri…; un altro gruppo di 5 giovani hanno fatto i lavori di orticultura.     

Perché ho fatto questo?  Forse perché non ci sono imprese che accolgono gli stagisti? No, qui tutti prendono i ragazzi per lo stage perché così hanno mano d’opera a spese zero.

Ho voluto che restassero qui sia per farli seguire dai maestri che per dare loro una giusta ricompensa.  Ho visto che hanno risposto bene e sono stati contenti.  Da parte mia una bella stancata a girare due/tre volte al giorno per seguire i gruppi impegnati nei differenti lavori sparsi in un territorio di 13 ettari (questa è l’estensione della nostra opera che contiene: parrocchia, Oratorio con tre campi da calcio, due da basket…, il Centro di formazione al Lavoro con una fattoria e terreno da coltivare, il post noviziato dove i giovani confratelli fanno tre anni di filosofia).

L’anno scolastico è iniziato: il numero dei ragazzi del Centro di Formazione al Lavoro sono aumentati perché abbiamo voluto dare una “chance” ad altri giovani che scorazzano per le strade senza fare niente dal momento che sono stati eliminati dalle scuole pubbliche perché bocciati o perché troppo ‘vecchi’ per proseguire le scuole.   E’ un problema che noi ‘soffriamo’ enormemente qui ad Ankofafa: tantissimi giovani che a causa della povertà (=miseria) delle loro famiglie e per il fatto che non hanno potuto andare a scuola, sono sulla strada e vivono di espedienti per avere qualcosa da mangiare o da aiutare i genitori.  Dare loro un lavoro è una mia idea fissa che mi porta a inventare cose per creare delle piccole imprese che nello stesso tempo diano loro l’opportunità di imparare un lavoro lavorando e nello stesso tempo guadagnare qualcosa per il sostentamento loro e della loro famiglia.

L’ultima idea è quella di affiancare alla Meccanica Auto un’officina per riparazione auto: in un primo momento pensiamo di fare solo riparazione pneumatici, equilibratura delle ruote, cambio olio, lavaggio a pressione, grassaggio e altri interventi meno impegnativi, in un secondo momento si passerà alla riparazione delle macchine. Sto cercando chi mi aiuta a acquistare il materiale.

Durante le vacanze abbiamo fatto il ‘grest’: un mese pieno di animazione religiosa, ricreativa, sportiva, di piccoli lavori… con 1.400 ragazzi/giovani. Una marea che ogni mattino e sera bloccava la strada del quartiere. Pochi salesiani e tanti animatori hanno potuto far fronte a questo grande impegno.  Devo dire che la diocesi, vescovo per primo, hanno ammirazione per questa attività delle vacanze e vorrebbero farla anche nelle altre parrocchie; noi ci siamo resi disponibili a fare la formazione anche per gli animatori delle altre parrocchie, ma fino a quando non si trova un parroco o cappellano convinto di farlo resterà solo un ‘buon proposito’.

Quest’anno la mia comunità conta trenta confratelli: sei salesiani formatori (uno ha 89 anni) e 24 giovani confratelli tra questi ben 8 sono coadiutori. Viviamo in un bel clima di famiglia, impegnati nello studio e nelle attività per i ragazzi più poveri della zona.   

Due dei miei giovani confratelli hanno bisogno di un’operazione agli occhi: uno per togliere i 14° di miopia (porta occhiali con lenti spessissime) e un altro ha uno strabismo molto accentuato. Le operazioni saranno fatte in una clinica specializzata di un organismo internazionale, ma il costo per loro due è di circa 5.000 € (per capire il costo: è lo stipendio di 7 anni di lavoro di un operaio specializzato); forse quest’anno potrò fare l’operazione a un solo confratello, a meno che la provvidenza venga in soccorso.

 

Ringrazio il Signore che mi dà salute, forza e coraggio per affrontare tutte queste cose.

In ottobre ho celebrato il 40° anniversario dell’ordinazione sacerdotale: prete per tre anni in Italia e trentasette in Madagascar: malgrado le difficoltà, gli impegni e… non mi sono ancora pentito della scelta fatta e prego il Signore di continuare a darmi lavoro apostolico.

 

Termino questa chiacchierata rivolgendomi a voi, carissimi amici: in occasione delle feste natalizie auguro a ciascuno di vivere “la gioia della vita”.  

I malgasci hanno un’espressione che trovo molto bella, giusta e saggia: “Mafy ny fiainana, ady ny fiainana, manahirana ny fiainana, sarotra ny fiainana fa mamy ny aina!” e cioè “la vita è dura, la vita è una lotta, la vita è difficile e inquitante, ma, in fondo, la vita è bella!”. 

Che il Natale sia un inno alla bellezza e alla gioia di vivere secondo quello che il Signore vuole.

Assicuro la mia preghiera quotidiana e chiedo al Signore che vi assista e che la vostra generosità, come Lui ha promesso, riceva il centuplo su questa terra e la vita eterna.

Ciao e che il Signore vi benedica

don Bepi


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