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Rinati a vita nuova, Pasqua 2019

La festa della Pasqua è innanzitutto una festa battesimale. Idealmente noi siamo stati battezzati tutti nella Veglia pasquale perché, attraverso quella immersione simbolica nell’acqua, siamo morti con Cristo per risuscitare con lui (Rm 6,3-11). Nell’acqua del battesimo (acqua del Mar Rosso, acqua del Giordano, acqua del costato di Gesù crocifisso) noi abbiamo sepolto il nostro “uomo vecchio”, il nostro corpo segnato dal peccato, e da quell’acqua viva – perché “covata” dallo Spirito Santo – siamo rinati a Vita nuova, una Vita che viene “dall’Alto”, una Vita da risorto, una Vita “animata” dallo Spirito santo.

Che cosa significa per la nostra comunità cristiana vivere il mistero pasquale? Qualcosa di più che il partecipare a delle celebrazioni… Qualcosa di più che vivere i tre giorni del Triduo pasquale… Questi tre giorni, queste solenni celebrazioni hanno senso se prima, e dopo, c’è una vita autenticamente pasquale.

La vittoria sulla morte non è una vita che non conosce la morte fisica, biologica. Questa c’è, è naturale, tanto che san Francesco la chiama “sorella morte”. Gesù vince la morte donandosi per amore. Questo “donarsi per amore” diventa sorgente di Vita che sgorga per l’eternità. Seppellire “l’uomo vecchio”, risorgere a Vita nuova con Cristo è passare dalla “logica di morte” che caratterizza molte delle nostre scelte, dei nostri pensieri, del modo di gestire i nostri affetti, alla “logica di Gesù”: vivere donandosi per amore.

Questo passaggio battesimale-pasquale dalla morte alla vita lo viviamo giorno per giorno nei diversi luoghi e tempi della nostra vita: dalla famiglia al lavoro, dalla scuola al tempo libero, dall’infanzia alla vecchiaia. Lo viviamo anche dentro il nostro essere comunità cristiana, dal nostro modo di relazionarci amandoci, dal modo di esprimere la fede nell’ascolto e nella preghiera, dal nostro modo di aprirci agli altri. Mi verrebbe da chiedermi: nella nostra comunità cristiana di Salzano c’è profumo di Vita o c’è cattivo odore di corruzione e di morte? Ciascuno potrà rispondere…

Un segno del passaggio dalla Morte alla Vita è il passaggio dal ripiegamento sul presente allo slancio verso il futuro. La comunità dei risorti è decisamente proiettata verso il futuro (Fil 3,13-14). La nostra società ci spinge spesso a vivere prigionieri del presente… in fondo la nostra è una società vecchia, non solo demograficamente. Essere cristiani, oggi più che mai, è scrutare, preparare, vivere il futuro, senza paura, senza catastrofismi, con la consapevolezza che il Regno di Dio avanza, che la Vita (Gesù) ha già vinto la morte.

Buona Pasqua di Risurrezione a tutti! Da parte mia e di tutta la comunità dei sacerdoti di Salzano

mons. Giulio Zanotto


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