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“Dobbiamo impegnarci per la fraternità e per la pace”: l’invito di don Ciotti, ospite a Salzano

Un incontro ricco di passione, di salutari provocazioni, di racconti, di testimonianza, di indignazione e di speranza: eravamo in tanti sabato sera, in chiesa a Salzano, ad ascoltare la voce di don Luigi Ciotti, ispiratore e fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera, ospite della Tavola dell’accoglienza (parrocchie di Salzano e Robegano, Gruppo X, Caritas, Masci e circolo Acli di Robegano), per il primo dei due incontri su “Fratelli tutti, un sogno che può diventare realtà”.

La serata è stata introdotta da don Giulio Zanotto e da Bruno Pigozzo, che hanno spiegato il senso degli incontri dedicati alla conoscenza dell’enciclica di papa Francesco, “Fratelli tutti”, e da Alessandra Niero, capo Scout di Robegano, che ha presentato i due video di apertura della serata: una serie di interviste sul significato della parola “fratellanza” e la lettura di tre brani dell’enciclica, dedicati alla guerra, alla pandemia e alla ripartenza.

“Costruire la fraternità oggi”, il tema affidato a don Ciotti, che ha ricordato come la guerra sia il fallimento della politica e dell’umanità, capace solo di lasciare il mondo peggiore, come scrive il Papa in un’altra enciclica, la Laudato Si’. “La guerra è una scelta antistorica, immorale. E’ tempo di dire la verità e di cercare altre strade” ha detto con forza don Luigi augurando a ciascuno l’unico conflitto che serve, quello interiore, della propria coscienza, con la quale dobbiamo dialogare, perché “guerre, mafie, corruzione, ingiustizia sono i frutti malati di coscienze addormentate, non vigili e inquiete”. Don Ciotti ha fatto propria l’indignazione di papa Francesco per la scelta di aumentare le spese militari; una scelta fatta da tutti i Paesi europei, anche dall’Italia. “Amiamo il nostro Paese – ha ricordato don Ciotti – per questo parliamo con verità, dicendo anche cose scomode, e facciamo emergere il bene che c’è”.

Don Ciotti ha sollecitato tutti, in particolare i giovani, a impegnarsi nella propria realtà, da cittadini responsabili del Bene comune secondo la “logica del noi”, consegnando quattro parole: “verità, libertà, giustizia, speranza”, che sono declinazioni del Vangelo, della sua Parola.

Nelle encicliche di papa Francesco queste parole diventano carne, vita, sono un invito a metterci in gioco. Nella “Fratelli tutti”, in particolare, il Papa indica la nostra natura relazionale, e ci invita a una fraternità aperta che permette di riconoscere e amare ogni persona, al di là della vicinanza fisica, “tutti fratelli”.

Don Luigi ha raccontato la propria chiamata, nata nella Torino degli anni Sessanta, a servizio dei più deboli, della lotta alle diseguaglianze, del contrasto a tutte le mafie, della promozione della legalità, della giustizia, della pace.

“Dobbiamo impegnarci per la pace e la fraternità, il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi” ha ricordato don Luigi, invitando anche a vivere segni importanti, come la marcia della pace, programmata per il giorno dopo, a schierarci, senza timore, a difendere i diritti umani, a custodire il Creato, lasciandosi interrogare dai drammi e dalle sfide di oggi. “Se ci misuriamo con le nostre forze, è difficile, ma per noi cristiani la fede è affidarci, scommettere con Dio”.

“La Chiesa ha bisogno di voi, la nostra società ha bisogno di voi”, ha detto rivolto agli scout che lo circondavano in presbiterio.

Al termine dell’incontro, sul sagrato, don Ciotti ha firmato la grande bandiera della pace che il giorno dopo ha aperto la marcia, che ha visto cinquemila persone, a piedi, da Noale a Salzano, testimoniare il proprio impegno.


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