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Gli auguri di padre Massimo Bolgan

Carissimi amici, vi spero tutti bene. Sono p. Massimo e mi presento velocemente dal momento che sono appena arrivato in questa bellissima realtà della San Martino. Come sapete p. Paolo si è trasferito nella missione di Ban Thoed Thai nel Nord della Thailandia, e io dal Nord della Thailandia sono venuto qui a Bangkok. Sono ancora nella prima fase di conoscenza della realtà e delle persone, ma la prima impressione è che grazie anche al vostro aiuto si sta’ facendo un sacco di bene.

Una delle attività della
nostra Munity è quella di
visitare le baraccopoli di
Bangkok e di aiutare i
bambini che incontriamo
come meglio possiamo.
Portiamo loro del cibo e dei
vestiti e assicuriamo un
piccolo aiuto economico
per sostenere le loro spese
scolastiche. Visitiamo anche
le persone anziane e ammalate offrendo loro un po’ di

conforto. In questo periodo segnato dal Covid consegniamo loro delle borse con del cibo e generi di prima necessità.

Spesso incontriamo bambini senza genitori che vivono con i loro nonni in povere catapecchie. Girovagano tutto il giorno e facilmente non vanno
a scuola. In questi casi

li invitiamo a venire a vivere nelle nostre “Case della Speranza” e se accettano inizia per loro una bella avventura. Quest’anno i bambini che vivono nelle nostre case sono una novantina, dall’asilo alla terza media. A
causa del Covid le scuole sono state chiuse per diversi mesi, e i nostri educatori sono stati costretti a fare anche da maestri aiutando i bambini a seguire i corsi online e a fare i compiti.

Ora alcune scuole stanno iniziando a riaprire i battenti accogliendo gli alunni nelle classi. Ai nostri bambini non sembra vero di poter uscire di casa e incontrare i loro compagni e maestri dopo tanti mesi di “clausura”. Speriamo che il pericolo del Covid non costringa le scuole a chiudere di nuovo.
Per i pasti tutti i bambini si ritrovano assieme in refettorio e in fila indiana, ciascuno con la propria ciotola,

dal più piccolo al più grande, vengono a farsela riempire con nel volto un bel sorriso. A volte ci sono delle persone che ci offrono il pranzo per festeggiare il loro compleanno e in quelle occasioni ci scappa anche il gelato.

Qui in Thailandia durante l’anno ci sono molte celebrazioni e noi ne approfittiamo per organizzare tante belle feste. C’è il giorno del papà, il giorno della mamma. C’è il capodanno Thailandese, quello cinese e quello nostro. C’è il nostro Natale e la festa della nostra Munity nel giorno di San Martino che cade l’11 Novembre. Tantissimi momenti per far giocare i

nostri bambini e dare loro un po’ di serenità. Ovviamente non possono mancare i dolci. Un piccolo pensiero per la festa

appena passata del Loy Krathong. È una delle feste più sentite dal popolo Thailandese in cui si ringrazia l’acqua e la natura per tutti i beni ricevuti. Si depone sull’acqua una piccola “barchetta” decorata con fiori e candele e la si lascia andare.

E ora sta’ per iniziare l’Avvento. I nostri bambini sono soprattutto Buddisti e iniziano a sentire parlare di Gesù solo dopo averci incontrato. Cerchiamo di trasmettere loro il messaggio del Vangelo che ci parla di Dio che è Padre e ci Ama, e anche per i nostri bambini il Natale diventa un momento speciale in cui tutti ci prepariamo ad accogliere un “bambino” speciale. Come ciascuno di loro lo è.
A nome di tutti noi vi auguriamo un bellissimo Santo Natale nella speranza che questa pandemia possa finire al più presto e che possiamo vivere tutti serenamente il prossimo nuovo anno 2022. E grazie infinite per il vostro prezioso aiuto che ci permette di fare tanto bene a tanti bambini.

Padre Massimo Bolgan

Gli auguri di don Bepi

Carissimi, un saluto a tutti voi che seguite con interesse il lavoro di questa missione.

In questi due anni di isolamento forzato a causa della pandemia la situazione della gente è peggiorata: se prima si parlava di povertà ora si parla di miseria e di sopravvivenza.

È difficile dirlo, ma è la realtà che tocco con mano giorno dopo giorno e lo abbiamo constatato in modo tangibile a ogni incontro con i genitori che venivano iscrivere i loro bambini.

Più di 328 domande per il Centro di Formazione al Lavoro quando la capacità di accoglienza è di 50; quest’anno abbiamo allargato e abbiamo accolto 75 giovani. Quante lacrime di mamme che vedevano persa l’ultima occasione per fare imparare un mestiere al figlio.

La stessa cosa si è verificata per il progetto di reinserzione scolare: una ricerca fatta quartiere per quartiere dai nostri assistenti sociali e dalla Caritas parrocchiale per individuare le famiglie più povere; anche qui il numero è stato chiuso a 330 ragazzi ai quali diamo tutto il necessario per andare a scuola (quaderni, biro…, grembiule, retta scolastica) e un pasto al giorno. Ne avremmo dovuto accogliere il doppio o il triplo se avessimo guardato le situazioni famigliari, ma il limite è dato dalla logistica e dai mezzi finanziari a disposizione. 

La gente è stremata dalla fatica, dagli stenti, dalle preoccupazioni quotidiane, dalla mancanza di lavoro, dall’insufficienza di cibo, dal non potersi curare come si deve; gli adulti si adattano a piccoli lavori, giornalieri mal pagati, pur di aver qualcosa da portare a casa; i giovani e i ragazzi sono abbandonati a stessi e imparano a procurarsi da soli il necessario con tutti i mezzi a loro disposizione entrando così nel giro delle bande per rubare, farsi agenti di droga, alcool o a prostituirsi (le ragazze in modo particolare).

Non bastassero le limitazioni del Covid19, quest’anno si è aggiunta la siccità, accompagnata da un calore opprimente: è già da tre anni che la pioggia non è sufficiente e la campagna non dà più i prodotti come prima. In questo periodo è desolante vedere le risaie secche con la terra spaccata da crepe enormi quando normalmente dovrebbero essere verdeggianti e pronte al primo raccolto.  Chi ha tentato di piantare il riso, ora si trova con steli senza spighe e deve attendere le piogge (che tardano ad arrivare) per farlo. La stessa cosa per il mais e altre coltivazioni.

La siccità colpisce anche per l’acqua da bere: il bacino fatto oltre ottant’anni fa per l’acqua potabile della città di Fianarantsoa (calcolato per 20.000 abitanti) ora è insufficiente sia perché gli abitanti sono circa 200.000, sia perché la pioggia è insufficiente.  L’Ente che si occupa dell’acqua ha messo nei quartieri della città dei grandi recipienti in plastica che riempiono con camion-cisterne che si riempiono dai fiumi (ridotti ormai a rigagnoli); chi vuole l’acqua pulita per bere deve rivolgersi a chi la trasporta in bidoni al prezzo di 1 € per 20 litri e sapendo che il salario della maggioranza degli operai è meno di 2 € per giorno saprete quanti la comprano.

Quest’anno abbiamo realizzato due progetti: una casa per i ragazzi di strada fu inaugurata in luglio scorso e i laboratori di produzione che verranno inaugurati il prossimo 17 dicembre.    

Nella casa dei ragazzi di strada sono già accolti quaranta cinque ragazzi, accompagnati da due famiglie di animatori che vivono completamente con loro; tutti i ragazzi sono inseriti a scuola: parecchi sono all’alfabetizzazione altri frequentano le elementari e tre frequentano il nostro Centro di Formazione al Lavoro.  Il progetto per i ragazzi di strada è stato pensato in tre fasi: una casa, un’educazione e un lavoro. Le prime due fasi sono state raggiunte, manca la terza “un lavoro” che permetta loro di vivere e che diviene una sicurezza di vita e un inserimento nella società pronti ad assumere le loro responsabilità ed impegno civico.  Nel recinto della loro casa abbiamo incominciato ad avviare dei piccoli lavori per autofinanziarsi come l’orto, allevamento di maiali, conigli e galline e ben presto anche una mucca da latte visto che proprio questa mattina ho ricevuto notizia che una signora di Torino mi ha mandato i soldi per comprarla, ci sono 1.000 m² di risaia da coltivare a riso, patate….

Abbiamo cominciato anche un’altra attività: quella del carbone ecologico; il carbone lo facciamo con ritagli di legno e truccioli della falegnameria, con rametti e arbusti raccolti nel bosco, con ogni genere di spazzatura essiccata (come bucce di banane), con il fondo delle fornaci a carbone (piccoli resti e polvere destinati a rimanere nel bosco), con le foglie, lo stelo e il torsolo del granoturco…

Il carbone viene polverizzato e mescolato, secondo percentuali consolidate, a polvere di manioca e argilla e poi confezionato in piccoli cilindretti come si fa con i salami.  Il carbone così fatto costa come l’altro carbone di legna, ma dà un calore più forte, dura di più, non sporca e non fa anidride carbonica; la gente se ne è accorta e viene a domandarlo. Stiamo aspettando che siano pronte le macchine (generosamente donate da amici) per fare una produzione più in grande.

La prossima settimana sarà una settimana piena di attività: venerdì, l’inaugurazione dei laboratori di produzione, sabato, il pranzo di Natale per 1.500 ragazzi più poveri provenienti dalle parrocchie della città e domenica, il ritiro in preparazione del Natale per i ragazzi e giovani dei villaggi dove i nostri giovani confratelli vanno a fare l’apostolato il sabato e la domenica (si arriverà anche qui a 1.500 presenze).

Non voglio lasciare passare sotto silenzio un avvenimento che mi riempie di gioia e di ringraziamento al Signore: il 17 dicembre celebrerò quarant’anni di vita missionaria.  La vita missionaria comporta molte difficoltà, sacrifici, lavoro, preoccupazioni…, ma è una vita piena di gioia. Se dovessi ritornare indietro, non cambierei per niente questa scelta di vita.

Ringraziate con me il Signore per tutte le grazie e la gioia che mi ha dato in questo periodo.

Siamo vicini al Natale: non ho doni da offrirvi, ma vi assicuro che vi ricordo nella preghiera perché il Signore ricompensi tutto quello che avete fatto e la missione.  Alla messa di mezza notte, o di Natale, ricordiamoci al Signore perché ci benedica e resti con noi in questo momento di comune trepidazione causata dal virus.

Vi abbraccio con affetto.

Don Bepi Miele

Gli auguri di suor Anna Maria Melzani

“Diversi dalla lingua e il colore della pelle, ma visti dallo spazio siamo uguali come stelle non c’è differenza, è solo apparenza”

Carissimi, questa frase scritta da una bambina e trovata, con altre letterine, nella raccolta che l’anno scorso, mentre ero in Italia, un gruppo di bambini hanno fatto per i nostri bimbi di Isiro mi ha molto colpito, per questo la riprendo e la faccio mia. La frase, anche se forse non è farina del suo sacco, ma ripresa e scritta da una bimba di 10 anni, mi commuove veramente. Spesso diciamo che i bimbi sono tutti uguali ed è vero, è solo il colore della pelle e la lingua che cambiano. “Visti dallo spazio siamo uguali come stelle… la differenza è solo apparenza”. È meraviglioso! Così ci ha pensati e creati Dio. Visti nell’ottica di Dio siamo Tutti Uguali. Noi lo constatiamo ogni giorno guardando la folla di bambini che ci circonda. La sola differenza sta nel fatto che sono nati qui e non altrove e forse meno fortunati di altri. Non per questo mancano di gioia, anzi un piccolo gesto, un piccolo dono, anche una caramella, li fa esplodere di gioia che esternano con la danza.

Vorrei con questa mia ringraziare tutti i bambini che all’Epifania di gennaio 2021, hanno fatto la raccolta per noi e non solo loro voglio ringraziare, ma quanti si sono uniti a loro per “arrotondare la cifra”, grazie di cuore. E penso a voi Amici di Salzano che continuate ad aiutarci con la vostra raccolta del “fero vecio”. L’Emmanuele-Dio-noi, che attendiamo a giorni, saprà ricompensare tutti con la sua pace, quella profonda del cuore di cui tutti abbiamo bisogno soprattutto, in questo momento della nostra storia.

Il 28 dicembre festa dei S. Innocenti, quando i nostri bimbi verranno in parrocchia, accompagnati dalle rispettive Mamme Catechiste, con i loro piccoli presepi fabbricati da loro stessi, la loro gioia sarà al colmo quando riceveranno ognuno un piccolo sacchetto contenente 10 caramelle e qualche altro piccolo dono che abbiamo preparato, con i vostri risparmi, anche per i bimbi dei villaggi appartenenti alla parrocchia. Lungo il corso del nuovo anno che sta per iniziare avremo ancora altre occasioni per condividere con loro quanto ci avete donato. Con i bimbi c’è anche il Natale dei poveri. Qualche foto e dei bimbi e dei poveri per dirvi il loro grazie, la loro meraviglia e la loro gioia. Ma c’è anche l’aiuto dato agli studenti, con il vostro sostegno. Per tutto questo e altro ancora vi dico: GRAZIE!!!

Qui dove sono io siamo abbastanza tranquilli per il momento, si vive alla giornata, con la certezza che il Signore non ci lascia soli. La sua protezione la sperimentiamo giorno dopo giorno. Invece, la situazione all’Est del paese è purtroppo ancora molto, molto precaria e tesa. Ci affidiamo anche alle vostre preghiere. I massacri, i rapimenti, i regolamenti dei conti, la ricerca di organi umani da vendere, le ricchezze da sfruttare, continuano inosservati e inascoltati dalle autorità del Paese. In questo tempo di avvento le letture proposte dalla liturgia ci parlano di Pazienza, Ia pazienza di Dio che dà a tutti il tempo per “cambiare vita”. Che il Signore aiuti anche noi a un vero salto di qualità, per aprire e disporre il nostro cuore ad accoglierlo, nei bimbi, nei poveri, negli avvenimenti di ogni giorno e… quando busserà alla nostra porta. Ancora il mio grazie sincero a nome di tutte queste persone che possiamo chiamare “i poveri di Yavhé”.

Auguro a tutti un lieto e santo Natale e che possiamo sentire la vicinanza del Dio con noi e gustare in profondità la pace e la gioia vera. Una pioggia di benedizioni scenda su ciascuno di voi, grandi e piccoli, sulle vostre famiglie, soprattutto su quelle che hanno delle grosse sofferenze, o croci, da portare. Gesù il cui nome significa Dio-salva, alleggerisca le pene di chi più soffre. Noi preghiamo spesso per i nostri benefattori. Come Elisabetta che benedice Maria, nella visitazione, perché le porta Gesù, anch’io a tutti coloro che mi hanno aiutata, accolta, ascoltata, che ho incontrato sul mio cammino, che mi hanno aiutata a rialzarmi, dico: “che tu sia benedetto/a”. È l’augurio più bello che posso fare a tutti. Buon Natale e Buon Anno di ”grazia” per tutti spero, anche a nome della mia comunità che ringrazia e augura di cuore ogni bene per tutti. Unione di preghiere. Un abbraccio.

Sr Anna Maria Melzani,missionaria Comboniana in RDCongo


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GESÙ CHE NASCE
SI PRENDE CURA DI NOI

Nel prendersi cura dell’altro c’è tutto il mistero del Natale, del Dio che si è fatto uomo per la salvezza di tutti gli uomini. Gesù con la sua povertà, con la sua sete di verità, con il suo stile di condivisione con gli ultimi, si prende cura di ciascuno di noi.

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Il Consiglio pastorale parrocchiale ha scelto come tema su cui lavorare quest’anno, quello della cura delle relazioni, del prendersi cura degli altri. Questa attenzione alla qualità delle nostre relazioni nasce dal tempo difficile che abbiamo vissuto e che stiamo ancora attraversando, segnato dalla pandemia da Covid-19. Stiamo sperimentando tanta preoccupazione per il nostro futuro e una grande fragilità della nostra salute fisica, della nostra coesione sociale e delle nostre relazioni.

Prendersi cura delle relazioni, prima ancora che voler fare un gesto generoso verso gli altri, è accorgersi (ammetterlo e accettarlo) che ciascuno di noi ha bisogno che qualcuno si prenda cura di lui. Prendersi cura delle relazioni non è un atto di altruismo, ma nasce da un sentimento di umiltà: chi si prende cura di me? Per chi io sono importante? Per chi valgo qualcosa? Tanta paura e dolorosa solitudine nasce da questo terribile pensiero: nessuno s’interessa di me, non valgo niente per nessuno, sono trasparente.

Prendersi cura degli altri è il senso della nostra vita. La nostra vita prende le ali quando abbiamo qualcuno da amare, qualcuno a cui pensare, per cui faticare, soffrire, spendere la propria esistenza. Amare una persona riempie la propria vita, le dà senso.

C’è una storia cinese che descrive così l’inferno e il paradiso. Naturalmente anche là si mangia il riso! A ciascuno vengono dati due bastoncini per raccogliere il riso dal piatto e portarlo alla bocca ma questi bastoncini sono moooolto più lunghi del normale. All’inferno ognuno cerca di portare il riso del proprio piatto alla propria bocca ma è impossibile, perché i bastoncini sono troppo lunghi e tutti soffrono terribilmente la fame. In paradiso invece ognuno, con i propri bastoncini, porta il riso alla bocca degli altri e tutti sono felicemente sazi. Chi pretende di prendersi cura di se stesso è destinato al fallimento perché non ci riuscirà mai. Chi invece si prende cura degli altri, realizzerà la propria vita.

Nel prendersi cura dell’altro c’è tutto il mistero del Natale, del Dio che si è fatto uomo per la salvezza di tutti gli uomini. Gesù con la sua povertà, con la sua sete di verità, con il suo stile di condivisione con gli ultimi, si prende cura di ciascuno di noi. Ah! Se ciascuno di noi potesse sentire e gustare come Gesù si prende cura di lui… sarebbe la persona più felice di questo mondo! Diventerebbe la persona più attenta nel prendersi cura degli altri, sui passi e con la forza di Gesù.

Buon Natale!

Mons. Giulio Zanotto

Tratto dal numero 52 di Comunità Nostra, dicembre 2021


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Tra le nuove nomine del Vescovo c’è anche il nuovo incarico a don Luca Schiavon, che è stato nominato vicario parrocchiale delle parrocchie nella Collaborazione di Casale sul Sile.
Al suo posto il vescovo Michele ha nominato don Matteo Bettiol, sacerdote novello.

GRAZIE, don Luca, per aver camminato insieme a noi in questi sei anni. Preghiamo per te e per le comunità che ti accoglieranno.
E preghiamo già per don Matteo Bettiol, dono del Signore per la nostra parrocchia, in attesa di conoscerlo e di accoglierlo.


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Domenica 24 ottobre 2021 Salzano (VE) – Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo

La parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo di Salzano e Medici con l’Africa Cuamm organizzano una domenica mattina in compagnia di don Dante Carraro, che presenterà il libro “Quello che possiamo imparare in Africa. La salute come bene comune”, per raccontare e mostrare cosa l’Africa ha da insegnare a noi stessi e al mondo.

Programma:

  • ore 10.00 Santa Messa presieduta da don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm
  • ore 11.00 Dialogo tra don Dante Carraro e don Giulio Zanotto, parroco di Salzano, presso la Casa della Comunità. Modera Alessandra Cecchin, giornalista de La Vita del Popolo

Per informazioni:

Serena Pizzato 331 100 9422
Giulio Zancanella 340 733 4893 – g.zancanella@cuamm.org

Evento a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili e nel rispetto della normativa vigente.


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È IL TEMPO DI RIPARTIRE COSTRUENDO SOLIDARIETÀ E COMUNIONE

Il cammino della nostra comunità è arrivato all’estate, dopo un periodo difficile, doloroso, ma anche ricco di sostegno reciproco, di semi di bene, di una vita comunitaria che non è mai venuta meno anche grazie alle celebrazioni che abbiamo potuto vivere.

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