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Musica, arte e cultura per la nostra Comunità

Notturni in musica

Per segnare la ripresa della musica dal vivo dopo lo stop dovuto all’emergenza sanitaria da Covid-19, la Parrocchia propone due concerti nel cortile di Villa Combi.

  • Il primo sarà un’esibizione del quartetto di flauti “Petalis” il giorno venerdì 7 agosto.
  • Per il secondo concerto saranno invece alla ribalta il trio “Harmoniae classiche” ed altri solisti il giorno venerdì 28 agosto.

Inizio alle ore 21:00.

Il silenzio assordante cui ci ha costretto il virus ci ha fatto ancor più amare la musica e sentirne il bisogno.

Saranno rispettate le regole del distanziamento sociale.


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Addis Abeba, 7 giugno, 2020.

Carissimi tutti, Buona Festa della Trinità, anche se ormai a fine giornata. Per noi oggi è stata la Pentecoste, perchè siamo una settimana indietro liturgicamente. Congratulazioni per essere entrati nella Fase 3 per cui siete liberi di “scorrazzare” dovunque senza quella rottura di autocertificazione. Immagino la vostra gioia! Siete stati bravi: ve la meritate! Vi raggiungo per mandarvi un aggiornamento sulla situazione COVID-19.

Noi siamo ancora in lockdown. Grazie a Dio, dentro il recinto di Bosco Children, siamo finora tutti sani ma dobbiamo aumentare le norme di sicurezza perché il virus sta prendendo velocità di propagazione, specialmente ad Addi Abeba. Con i tamponi che si fanno (6000-6500 al giorno) si scoprono 150-200 casi di contagio giornalieri. In questo bisogna dire che il Governo è serio e lavora bene. In due o tre settimane da 120 contagiati e 4 decessi, siamo arrivati a 2020 contagiati e 27 decessi. Manca ancora la responsabilità individuale della gente: molti si spostano ancora senza mascherina e non tengono le dovute distanze fisiche. La polizia ha cominciato ad arrestare e a multare gli irresponsabili. Ha poi isolato una zona rossa nel mercato di Addis Abeba. È quella la zona più a rischio. Nessuno può uscire o entrare in quella zona cordonata dalla polizia. Il cibo viene portato a casa da persone ben protette.

Noi, come comunità, stiamo aiutando migliaia di ragazzi di strada che sono stati raccolti dalla strada dalla Polizia Federale e messi in Centri di assistenza. Con le offerte che ci arrivano dall’Italia o da Organizzazioni Caritatevoli, tramite il nostro autista compriamo e portiamo cibo, materiale sanitario in quei Centri dove sono raccolti i ragazzi di strada e altri poveri. Il nostro motto: svuotare al più presto i magazzini affinché la provvidenza ce li riempia di nuovo. Vi chiediamo una preghierina affinché rimaniamo tutti sani e possiamo aiutare più gente possibile a superare questa grande prova.

Un forte abbraccio e una Benedizione speciale.

Grazie per la vostra Amicizia e Solidarietà.

Don Angelo
e i nostri meravigliosi Monelli Buoni.


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Dall’inizio dell’anno, più di 300 persone sono morte a causa delle violenze in corso nella provincia di Ituri. Solamente tra aprile e maggio, l’agenzia Onu ha ricevuto più di 100 denunce di gravi violazioni dei diritti dei bambini. Sono oltre 200mila le persone, per la maggior parte bambini, fuggite dall’inizio dell’anno a causa dell’intensificarsi delle violenze nella provincia di Ituri – Repubblica del Congo orientale. Tante le vittime come nell’attentato che il 3 giugno ha ucciso 16 persone, tra cui cinque giovanisotto i 15 anni.

“Condanniamo con la massima fermezza questo attacco a bambini innocenti – ha dichiarato Edouard Beigbeder, rappresentante del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia nella RDC –  Non dovrebbero mai pagare il prezzo di tali spregevoli atti di violenza. Chiediamo a tutte le parti – ha proseguito nel comunicato – di rispettare i diritti delle donne e dei bambini”.

Una violenza senza pari.

Secondo i rapporti verificati dall’Onu, l’attacco ha avuto luogo a Moussa, un villaggio nella zona di Djugu, a nord della capitale dell’Ituri, Bunia. Le 16 persone sono ritornate e sono state uccise da colpi d’arma da fuoco e coltelli. Di conseguenza, decine di persone sono fuggite da Moussa e si sono rifugiate nei villaggi vicini. Più di 300 persone sono morte a causa delle violenze in corso nella provincia di Ituri dall’inizio dell’anno. Solo tra aprile e maggio, l’Unicef ha ricevuto più di 100 denunce di gravi violazioni dei diritti dei bambini, come stupri, uccisioni e mutilazioni, attacchi a scuole e centri sanitari.

Il mese scorso l’Unicef ha avvertito che la situazione della sicurezza nell’Ituri si sta deteriorando rapidamente e ha invitato la comunità internazionale e il governo della RDC ad agire rapidamente per evitare una crisi che sradicherà con la forza e metterà in pericolo un numero ancora maggiore di bambini. Oltre 200.000 persone, per la maggior parte bambini, sono fuggite dall’inizio dell’anno, a causa dell’intensificarsi delle violenze nelle zone di Djugu, Mahagi e Irumu nella provincia di Ituri. Hanno cercato rifugio nelle comunità ospitanti e nei siti per sfollati estremamente sovraffollati a Bunia, la capitale, e nei dintorni.

Suor Annamaria Melzani,
missionaria in repubblica democratica del Congo.


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Noi giovani responsabili del GrEst Salzano, in accordo con il NOI e la Parrocchia abbiamo preso la sofferta e per nulla scontata decisione di annullare sia il GrEst con le modalità degli ultimi anni, sia attività sostitutive pensate per quest’anno.

Durante il lockdown dei mesi scorsi, noi dello staff abbiamo seguito l’evolversi della pandemia per capire se fosse possibile mantenere i progetti estivi di quest’anno. Dopo esserci resi conto dell’assoluta impossibilità di svolgere le attività del GrEst in modo classico per ovvi motivi sanitari, abbiamo valutato delle proposte alternative da poter proporre ai ragazzi e bambini della nostra comunità.

Recentemente il governo centrale e la regione Veneto hanno emesso dei regolamenti che permettono l’apertura di centri estivi e attività simili seguendo però delle linee guida volte a salvaguardare la sicurezza sanitaria di tutti i partecipanti. Premesso che tutti noi dello staff riteniamo che queste regole siano assolutamente giuste e indispensabili per la salute di tutti, ci siamo resi conto che le nostre forze non sono sufficienti a garantire il rispetto rigoroso di queste.

Nel dettaglio i documenti istituzionali, abbinati alle linee guida date dalla diocesi di Treviso e della Cei, prevedono innanzitutto il rispetto delle distanze di sicurezza e l’utilizzo da parte di tutti i partecipanti delle mascherine; inoltre rendono necessaria la sanificazione di tutti gli spazi comuni. Per quanto riguarda queste norme, la difficoltà sarebbe nel disporre di abbastanza personale da garantire la pulizia. Per quanto riguarda le distanze di sicurezza, il problema più grande sarebbe saper gestire minori di età dai 6 ai 17 anni e far rispettare loro le distanze anche nel pieno svolgersi delle attività. Per la nostra esperienza sappiamo bene quanto sia difficile controllare i bambini nelle normali attività del GrEst, sarebbe ancor più complicato in questo contesto totalmente nuovo.

Abbiamo inoltre riscontrato ulteriori difficoltà nel gestire i flussi di persone all’entrata e uscita, ai quali dev’essere controllata la temperatura ogni giorno. I ragazzi, di qualsiasi età, dovranno essere divisi in gruppi non più numerosi di 7/10 persone, senza poter mai entrare in contatto fra un gruppo e l’altro e senza possibilità di interscambio fra i gruppi.

Nonostante tutti questi vincoli, il maggior ostacolo allo svolgersi di qualsiasi attività sarebbe la questione dei responsabili: i decreti prevedono infatti che per ogni gruppo sia presente un adulto, preferibilmente formato (per esempio educatori professionali), che si assuma la responsabilità per ogni gruppo. Questo implica che dovremmo disporre di un numero ingente di adulti, di educatori professionali retribuiti e soprattutto implica che non sarà possibile affidare nessun gruppo alla responsabilità degli animatori.

Il nostro GrEst solitamente regge sulle spalle di ragazzi animatori che si rendono disponibili nell’animare e costruire tutte le attività che svolgiamo. Essi hanno dimostrato negli anni passati di saper gestire con responsabilità bambini dai 6 ai 13 anni e di saper coinvolgere loro in tutte le attività previste. La legge quindi non permette agli animatori di fare gli animatori, relegandoli a ruolo di animati. Oltre al fatto che non disponiamo di un numero sufficiente di adulti, noi dello staff riteniamo senza dubbio alcuno che un GrEst senza animatori non sia un vero GrEst.

Venendo alle questioni di responsabilità legale, la legge prevede che diverse persone siano penalmente perseguibili. Nel dettaglio ci dev’essere un responsabile generale del progetto e un responsabile che garantisca il rispetto delle norme anti-Covid. Inoltre sono responsabili tutti gli adulti presenti. Chiariamo però che in ogni caso non si possono accusare essi per eventuali contagi all’interno delle strutture, ma essi possono essere accusati di non aver fatto rispettare le norme anti-contagio, il che è un reato penale.

In tutta onestà, noi responsabili, essendo consci di quanto sia difficile far rispettare queste regole a bambini e ragazzi, non ce la sentiamo di assumerci responsabilità così grandi di fronte alla probabilità di un eventuale contagio.

In queste settimane abbiamo valutato ogni possibilità per venire incontro alle esigenze dell’intera comunità, le quali vanno dal bisogno delle famiglie al bisogno di socializzazione di bambini, ragazzi e anche di noi giovani. Purtroppo tutte queste possibilità si scontrano con le nostre limitate forze e risorse a nostra disposizione.

In ogni caso, dato che la situazione è in evoluzione, le leggi in materia potrebbero cambiare se la situazione dell’epidemia andrà migliorando, permettendo l’utilizzo delle aree parrocchiali. Eventuali comunicati e aggiornamenti saranno pubblicati nel sito www.parrocchiasalzano.it e nelle pagine social della Parrocchia di Salzano.

Noi dello staff vorremmo sottolineare ancora una volta come questa decisione non sia stata affatto facile e ringraziare comunque tutte le persone che quest’anno si sarebbero messe a disposizione per il progetto del GrEst che da 24 anni vede bambini, ragazzi, giovani e adulti animare la piazza e l’intera comunità parrocchiale.

Sperando che al più presto questa situazione possa migliorare, e con l’augurio di poter tornare a cantare, ballare e giocare in piazza, vi auguriamo una serena estate.

A presto!

Salzano, 3 giugno 2020

Lo staff di GrEst Salzano


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Domenica 7 giugno riapre ai visitatori il Museo S. Pio X nel consueto orario, la domenica mattina dalle 09.30 alle 12.00.

I visitatori, per accedere al museo, dovranno essere muniti di mascherina e seguire il percorso di visita proposto. L’accesso è consentito ad un massimo di 6 visitatori contemporaneamente, eventuali altri visitatori attenderanno all’esterno il turno successivo.

Vi aspettiamo!


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Finalmente possiamo ritrovarci a celebrare l’Eucarestia, appuntamento molto desiderato e cuore della Comunità Cristiana, come della fede. Di seguito troverete i nuovi orari festivi e alcune norme per poter partecipare in sicurezza alla Celebrazione. Qui, infine, trovate il Foglio della Domenica.

NUOVI ORARI DELLE MESSE DOMENICALI

Il sabato sera:

  • alle ore 17.30 e alle ore 19.00;

La domenica:

  • la mattina alle ore 7.00 – 8.30 – 10.00 e 11.30,
  • la sera alle ore 18.30.

INDICAZIONI PER LA SICUREZZA

  • Per garantire il distanziamento sociale, sarà consentita la partecipazione di un massimo di 150 persone per celebrazione.
  • È fatto divieto di partecipare alla S. Messa a tutti coloro che sono positivi al Covid-19 e a coloro che hanno la temperatura corporea superiore a 37.5° centigradi.
  • Non potranno partecipare alla S. Messa coloro che negli ultimi 14 giorni hanno avuto un contatto stretto non protetto con persone positive al Covid-19.
  • I fedeli dovranno partecipare alle celebrazioni muniti di mascherina.

I fedeli saranno assistiti da alcuni volontari. 


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