Home Blog

Parrocchie di Salzano e Robegano: itinerario per la preparazione al matrimonio cristiano

“Perché la vostra gioia sia piena” Gv 15,11

Il corso di 8 incontri, a partire da venerdì 13 novembre 2020 che si terranno a Salzano nella Sala S. Bartolomeo (Casa della Comunità) dalle ore 20.30 alle 22.30.

A partire dai vari momenti della celebrazione del sacramento del matrimonio, si cercherà di approfondire temi inerenti alla vita matrimoniale e al sacramento stesso. Ci saranno momenti assembleari e momenti in piccoli gruppi. Sarà importante che agli incontri si partecipi come coppia.

ISCRIZIONI

  • Presso la canonica di Robegano, domenica 25 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 12.00
  • Presso la canonica di Salzano, sabato 31 ottobre dalle ore 16.00 alle ore 18.00

PARROCCHIA DI SALZANO – don Giulio Zanotto 041 437006
PARROCCHIA DI ROBEGANO – don Filippo Facchin 041 482725


Condividi questo articolo.

Cari genitori, anche la Parrocchia di Salzano segue dei protocolli per il contenimento del contagio da Sars-Cov 2. Di seguito trovate i documenti che è necessario firmare e compilare per partecipare agli itinerari di catechesi di tutte le tappe. Essi sono:

  • L’iscrizione vera e propria, nella quale si specifica la tappa alla quale si desidera partecipare.
    Scarica l’Iscrizione
  • Il modulo sulla privacy, che informa sul trattamento dei dati personali che vengono conferiti alla Parrocchia nella persona dei catechisti.
    Scarica il modulo Privacy
  • Il patto di corresponsabilità tra Parrocchia e famiglie, che delinea la prassi da tenere in questo tempo di pandemia (condizioni di salute e assenza di contatti con covid positivi per poter partecipare agli incontri).
    Scarica il Patto di Corresponsabilità
  • L’autodichiarazione di assenza dal catechismo per motivi non legati al Covid (come ad esempio la positività al test o la quarantena), dunque una volta firmato il patto di corresponsabilità non sarà necessario portare ad ogni incontro una dichiarazione di “buona salute”, che sarà ritenuta ovvia.
    Scarica l’Autodichiarazione

Tutti i moduli sono presenti in canonica (per chi non potesse stamparli autonomamente) e sono da consegnare lì compilati e firmati con la quota di 10 euro, a titolo di contributo spese.

Gli orari di apertura della segreteria parrocchiale sono dalle 9.00 alle 11.30 e dalle 15.00 alle 17.00 dal lunedì al venerdì e il sabato  9.00 alle 11.30 


Condividi questo articolo.

“Mi sento missionaria e questo mi rende felice.
Nella tua mano, o mio Signore, mi sento strumento di bene”.

Carissimi,

mi faccio presente con qualche notizia perché possiate localizzarmi meglio. Per vincere l’inerzia, le chiusure, le paure, le domande senza risposta di questa destabilizzante pandemia, ho pensato di riallacciare e riprendere i contatti con molte persone, con le quali, dovuto alla situazione non ci sentivamo più, o quasi più. Sono alla capitale, in casa provinciale, dal 9 marzo scorso 2020. Avevo lasciato la mia nuova missione di Isiro, diretta in Italia per le vacanze ma sono rimasta bloccata qui, a Kinshasa alla capitale, causa, coronavirus. Come tutti anche noi siamo confinate in casa, le attività sospese e quindi senza contatti diretti con la gente o molto pochi; motivo di sofferenza per tutti: per noi e per loro. Sono in attesa che aprano le frontiere e gli aeroporti per poter riprendere il mio “volo”, interrotto quattro mesi fa.

Ai primi allarmi della pandemia è stata isolata la capitale dal resto del paese, non ci sono più stati voli né dalla capitale all’interno, né dall’interno alla capitale, né da Kinshasa verso altri paesi. Il numero elevato di contagiati è qui alla capitale e per evitare la propagazione hanno chiuso l’aeroporto. Non sappiamo ancora quando si riaprirà, la gente purtroppo comincia a sentire la fame, con queste restrizioni non si possono muovere liberamente per andare a fare provviste o andare nei campi. Alla già precaria situazione sanitaria si aggiunge l’ebola che continua a fare capolino qua e la, il colera e una situazione politica caotica in questi ultimi giorni che destabilizza. Gruppi di ribelli continuano a fare stragi nella provincia del Kivu e qui alla capitale le uccisioni e arresti arbitrari di persone, sparizioni di altre, sono moneta corrente, è l’insicurezza totale. Ci si aspetta che qualcosa scoppi da un momento all’altro, se non si prendono provvedimenti. Lo spauracchio della balcanizzazione è là, davanti agli occhi di tutti. A questo scopo lavorano indisturbati i gruppi armati nel Kivu, creando caos e destabilizzando. Tutte le manifestazioni/marce pacifiche per chiedere il rispetto della costituzione, libertà di parola, rispetto dei diritti umani, l’integrità nazionale, ecc sono soffocate nel sangue. Sei morti anche la settimana scorsa. Tutto ciò pesa enormemente sulla situazione già molto precaria. Ci si chiede fino a quando la gente riuscirà a sopportare in silenzio.

Qui non hanno ancora riaperto le Chiese e luoghi di culto. Molte persone ne soffrono, noi comprese. Ci sono persone anziane che la domenica mattina presto si portano vicino alla Chiesa e si siedono per terra, pregano in silenzio come se andassero a Messa, è l’ora della Messa. Fanno molta tenerezza. È un modo come un altro per esprimere la loro fede. Sono certa che il Signore ascolterà le preghiere di questi “poveri di Yahwe” e qualcosa cambierà. 

Siamo qui un piccolo gruppo che aspettiamo il volo: consorelle, confratelli, laici, alcuni hanno problemi di salute, rientrano per cure mediche. Anche a noi serve la PAZIENZA del seminatore e dell’agricoltore come i vangeli di queste ultime domeniche ci ricordano e non solo pazienza ma SGUARDO SERENO come quello di Dio che sa cogliere il positivo, sempre e ovunque, anche se cresce la zizzania in mezzo al grano e li lascia crescere insieme, che sa scrivere diritto, sulle linee storte, che ci dà sempre SPERANZA in un futuro migliore.

I sentimenti che mi abitano in questo momento sono sentimenti di RICONOSCENZA al Signore per questi anni di missione: “Mi sento missionaria e questo mi rende felice. Nelle tue mani, Signore, mi sento strumento di bene”, nonostante l’inattività di questo momento.

L’augurio che faccio a voi e a me, lo prendo dalla liturgia di questa mattina: “Ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio” (Mi 6,6-8). GIUSTIZIA, BONTÀ, UMILTÀ seguendo i suoi passi, le sue orme, che ci aiuti a realizzare tutto questo nella gioia e semplicità di cuore!

Chiediamo al Signore la capacità di saper vedere i germogli di un mondo e una terra nuovi, al di là delle apparenze. Ho l’impressione che in questo momento particolare siamo chiamati, come missionari, ad essere “PONTI”: Resistere e restare sempre saldi, fedeli. Il valore e la ragione d’essere di un ponte è di esserci e di servire le due rive, solido come una roccia. Il ponte si appoggia fortemente sulle due rive, non appartiene né all’una né all’altra, accetta di dipendere da tutte e due al fine di metterle in contatto tra di loro, senza pretendere ringraziamenti. È solo un luogo di PASSAGGIO: si passa e lo si dimentica. Il suo scopo è solo quello di essere lì. Questa è un po’ il significato del nostro essere missionari. Unione di preghiere e… speriamo di vederci o risentirci, presto. 

Sr Anna Maria Melzani

Kinshasa, 20 luglio 2020


Condividi questo articolo.

Sabato 3 ottobre 2020, alle ore 21, in piazza san Pio X a Salzano si terrà un evento davvero interessante per gli amanti della musica leggera di qualità.

Si tratta di un concerto con le più belle canzoni di Fabrizio De André, interpretate da cantanti e musicisti affermati con giovani talenti che sapranno conquistare i favori del pubblico più esigente.

L’orchestra e i cantanti presenteranno le canzoni con arrangiamenti tipici dello stile dei concerti più belli di Fabrizio De André. Nelle sue canzoni egli spesso amava raccontare le figure ai margini della nostra società, riconoscendo loro una dignità che il mondo di oggi è difficilmente disposto a concedere.

Per questi motivi, la parrocchia di Salzano ha pensato di proporre questo concerto con musiche di Fabrizio De André aggiungendo la dedica “Ripartiamo… dagli ultimi!”. Legheremo quindi la nostra speranza di ripartire con serenità in questo difficile periodo, scegliendo di prestare particolare attenzione agli “ultimi” che vivono accanto a noi.

In caso di maltempo, il concerto sarà annullato.


Condividi questo articolo.