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A causa del rischio di contagio da “Covid-19” (Coronavirus) non ci saranno celebrazioni pubbliche nella parrocchia di Salzano il mercoledì delle ceneri.

I fedeli potranno iniziare la Quaresima con una preghiera personale o familiare dal carattere penitenziale, in comunione con tutta la Chiesa diocesana e universale. La Diocesi mette a disposizione un sussidio per la preghiera nel mercoledì delle ceneri. Inoltre potrà essere utile per iniziare questo cammino in preparazione alla Pasqua ascoltare il messaggio del vescovo di Treviso Mons. Michele Tomasi.

La chiesa di Salzano rimarrà comunque aperta e lì si potranno trovare degli strumenti per la preghiera personale. Buon cammino di Quaresima a tutti! Possa essere un’ “occasione” per riscoprire l’amore del Padre e accoglierlo nella nostra vita.

Scarica qui il Sussidio di preghiera di Mercoledì delle Ceneri 2020.

Messaggio del Vescovo per il Mercoledì delle Ceneri e la Quaresima

Leggi qui il messaggio del Vescovo.


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Il parroco mons. Giulio Zanotto dà esecuzione alle disposizioni del Vescovo mons. Michele Tomasi, in ottemperanza all’ordinanza della Regione Veneto per il contenimento del contagio da Coronavirus. Di seguito il comunicato con tutte le indicazioni.

COMUNICATO DELLA DIOCESI DI TREVISO

https://www.diocesitv.it/coronavirus-le-disposizioni-della-diocesi-di-treviso/

“Come diocesi di Treviso ci atteniamo responsabilmente alle indicazioni previste dalle autorità, per la tutela della salute di tutti – sottolinea il vescovo, mons. Michele Tomasi – disponendo la sospensione di attività e celebrazioni nelle nostre comunità parrocchiali. In questo momento di emergenza, senza cedere ad allarmismi e paure non giustificate, ci affidiamo alla professionalità e alla competenza di tutti gli organismi e gli operatori coinvolti, che ringraziamo per il loro lavoro. Come cristiani ci affidiamo anche al sostegno della preghiera, affidando al Signore le persone ammalate e tutti coloro che si stanno prendendo cura della salute pubblica”.

In seguito a quanto stabilito in data odierna dal Ministero della Salute, di intesa con il presidente della Regione Veneto, con l’ordinanza che entrerà in vigore da oggi, domenica 23 febbraio 2020, e sarà valida – a meno di modifiche in seguito alla variazione dello scenario epidemiologico – fino alle ore 24.00 di domenica 1° marzo 2020, per evitare gli assembramenti di persone, la Diocesi di Treviso dispone la sospensione di:

  • Celebrazione pubblica di S. Messe, incluse quelle del Mercoledì delle Ceneri e domenicali, di sacramenti (compresi Battesimi, Prime Comunioni e Cresime), sacramentali, liturgie e pie devozioni quali la Via Crucis;
  • In sostituzione del precetto festivo e anche del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, i fedeli possono dedicare un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione, eventualmente anche aiutandosi con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione;
  • Per i funerali, saranno possibili le sepolture, anche con la benedizione della salma alla presenza delle persone più vicine del defunto, ma purtroppo senza la celebrazione della S. Messa o di altra liturgia; le S. Messe esequiali potranno essere celebrate solo al superamento di questa fase critica;
  • Gli incontri del catechismo e ogni altra attività di patronati e oratori (comprese le feste di carnevale);
  • L’adorazione eucaristica nei luoghi tradizionalmente previsti;
  • Le lezioni dello Studio Teologico del Seminario, dell’Issr e della Scuola di formazione teologica;
  • Le attività educative delle scuole dell’infanzia paritarie presenti nelle parrocchie e dei nidi integrati;
  • L’accesso al Museo diocesano, alla Biblioteca del Seminario, alla Sala del Capitolo;

Come stabilito dal Ministero dell’Istruzione, è sospesa anche l’attività scolastica nel collegio vescovile Pio X.

L’accesso alle chiese sarà possibile, per chi vorrà recarvisi a pregare, fatto salvo il principio di evitare assembramenti di persone.

Le parrocchie, inoltre, sono invitate a sospendere i pellegrinaggi e le visite di gruppo organizzate.

Si sottolinea che la Diocesi di Treviso e il Vescovo sono in costante contatto con le autorità responsabili, in un clima di fattiva collaborazione.

Treviso, 23 febbraio 2020

Michele Tomasi
Vescovo di Treviso


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“L’esperienza grande che in questi anni ho vissuto è stata l’apertura del mio orizzonte, l’incontro con tanti «altri», essere «caduto» in un mondo grande, il Ciad, e sentirlo «mio». È per questo che a volte insisto fino alla noia per farvi conoscere questo mondo, perché anche voi lo sentiate vostro”: scriveva così don Giulio Zanotto, oggi parroco di Salzano, in una delle lettere inviate agli amici quando era missionario “fidei donum” nella diocesi di Fianga, in Ciad. Un’esperienza durata quasi 18 anni (dal 2000 al 2017), che don Giulio ha raccontato con fedeltà, con attenzione, con rispetto, con l’amore di chi condivide la vita e l’esperienza di fede con fratelli e sorelle di un Paese tanto diverso.

Missive all’inizio scritte su carta e spedite con busta e francobollo, poi inviate a un numero maggiore di amici anche grazie alla posta elettronica. Lettere che avevano lo scopo di “mantenere i legami con persone che mi sono care”, e di “far conoscere un mondo e una Chiesa lontani, diversi”; lettere anche lunghe talvolta, ma “la comunicazione, il dialogo, la relazione hanno bisogno di parole. Anche di silenzio, ma soprattutto di parole”, scriveva don Giulio.

Una cinquantina di queste lettere sono entrate in un libro che si chiama, appunto, “Lettere dalla missione”, in uscita nei prossimi giorni a cura dell’editrice San Liberale di Treviso, e che sarà presentato sabato 15 febbraio, alle 16.30, nella chiesa parrocchiale di Salzano. 

Sono testi che spaziano dalla vita quotidiana alle riflessioni sulla missione, dalla situazione sociale alle tradizioni del Paese africano, dalle riflessioni sulla Chiesa alla vita in comune con i confratelli preti. Uno spaccato della vita e della storia della missione di Fianga affidata da 28 anni alla Diocesi di Treviso. Ad arricchire il libro, la presentazione firmata da mons. Paolo Magnani, vescovo emerito di Treviso, che avviò nel 1991 l’esperienza dei nostri sacerdoti “fidei donum” in Ciad e che considera queste lettere “un ritorno da Fianga a Treviso”. “C’è qui il profilo del prete missionario” scrive, perché queste lettere “tendono ad identificare l’essere missionario con la vocazione sacerdotale”. 


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In occasione dei festeggiamenti per i cinquant’anni del periodico parrocchiale Comunità Nostra, dal 26 gennaio al 9 febbraio sarà allestita la mostra “Tra le pagine di una Comunità”. La mostra mette in luce il modo in cui, negli anni, la Parrocchia di Salzano ha scelto di comunicare al proprio interno e con la realtà circostante, con enti, gruppi, associazioni e istituzioni. Sarà possibile sfogliare non solo le pagine di carta, ma la storia della nostra comunità, la sua vita, ecclesiale, culturale, sociale, sempre attenta a ciò che accadeva in Italia e nel mondo. Un impegno a far crescere la comunione e la corresponsabilità che ha coinvolto tanti sacerdoti, religiose e laici.

La mostra si terrà presso sala mons. Oddo Stocco, accessibile da piazza Pio X, è possibile visitare l’esposizione nei seguenti giorni e orari:

  • Domenica 26 gennaio: al mattino, dalle 10.30 alle 12.30; il pomeriggio, dalle 16.30 alle 20.00
  • Sabato 1 e 8 febbraio: al mattino, dalle 9.00 alle 12.00; il pomeriggio, dalle 16.30 alle 20.00
  • Domenica 2 e 9 febbraio: al mattino, dalle 8.30 alle 12.30; il pomeriggio, dalle 16.30 alle 20.00.

L’inaugurazione avverrà domenica 26 gennaio alle ore 10.30, dopo la Messa delle 9.30, presieduta da mons. Lucio Bonomo, direttore della Vita del Popolo.

È invitata tutta la comunità e la cittadinanza.

Scarica qui la locandina


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Nel Natale le cose si capovolgono: l’uomo è chiamato ad accogliere Dio! Normalmente siamo noi ad andare verso Dio per chiedergli salute, fortuna, consolazione, luce, senso, perdono, salvezza… Nel Natale, invece, è Dio a bussare alla nostra porta per chiederci di essere accolto, per condividere la nostra umanità, un tratto di strada del nostro cammino. La “parola chiave” del Natale sembra essere proprio questa: accoglienza!

Accogliere può significare “banalmente”: lasciare spazio all’altro. È un’idea molto antica, la si trova anche nella mitologia africana delle origini del mondo. Dio crea l’universo e l’uomo, “ritirandosi” un po’. Prima Dio riempiva tutto, poi, ritirandosi, Dio lascia un po’ di spazio perché il creato possa esistere. Questo fa parte anche della nostra esperienza quotidiana ed esistenziale: noi accogliamo le persone che amiamo quando lasciamo loro un po’ del nostro spazio, quello che prima riempivamo tutto noi, nella nostra casa, nella nostra mente, nel nostro cuore. Qui accogliere fa rima con amare. Io accolgo/amo quando la mia vita la “riempio” di chi mi sta vicino o di chi è importante per me. La riempio degli altri nella misura in cui la svuoto di me. Non posso riempire un vaso che è già pieno!

I Vangeli ci raccontano un’accoglienza difficile nel Natale. Giovanni dice che le tenebre non hanno voluto accogliere la Luce che veniva nel mondo, l’hanno rifiutata. Luca scrive che per Maria e Giuseppe non c’era posto nell’albergo. Matteo – terribile  – ci racconta che per Erode non potevano esserci due re nel suo regno e quindi, per precauzione, fa uccidere un sacco di bambini innocenti. Tutto questo però non ferma Dio e alla fine trova qualcuno che lo accoglie: Maria e Giuseppe, i pastori, i tre saggi venuti da lontano… Anche noi spesso sperimentiamo che l’accoglienza è difficile per chi è straniero, per chi è diverso, per chi è povero, per chi semplicemente ci sembra che ci porti via qualcosa di nostro, del nostro tempo, delle nostre sicurezze, del nostro equilibrio… Ma, ci rendiamo conto, che accogliere o rifiutare fa la differenza nella nostra vita.

Come comunità cristiana, a chi dobbiamo fare spazio nella nostra mente, nel nostro cuore, nelle nostre strutture? Per la nostra comunità cristiana, che cosa significa “svuotarci” per poterci “riempire” delle persone che siamo chiamati ad amare?

Buon Natale a tutti da parte mia, di don Luca, don Adalid, don Benoit e don Matteo!

Mons. Giulio Zanotto


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