Home Da Salzano a #07: Da Salzano all’…Argentina

#07: Da Salzano all’…Argentina

Sono cresciuta e cambiata, ho allargato i miei orizzonti

Sono Susanna, e desidero raccontare una magnifica esperienza, da poco terminata. Il 23 agosto 2018 mi trovavo a Roma per prendere un aereo con destinazione Buenos Aires, pronta per iniziare una grande avventura. Sono partita, piena di dubbi, perplessità, ansie e paure per vivere l’anno della quarta superiore in Argentina più precisamente a Quemù-Quemù: un piccolo paesino nel mezzo della Pampa, circondato da campi destinati all’ agricoltura e all’ allevamento, dove la città più vicina dista 50 km e dove tutti in paese, essendo solo 5 mila, si conoscono e date le distanze non sono abituati a spostarsi. A differenza di come potremmo immaginare, nella Pampa esiste la televisione, Internet e non ci si sposta tutto il tempo a cavallo o non si mangia sempre carne di vacca. Sono stereotipi e convinzioni che sento essere molto diffusi. Da li poi ho avuto modo di conoscere realtà diverse dal paesino rurale, ho frequentato le piccole cittadine della Pampa e ho visitato la grande metropoli di Buenos Aires.  

Ho frequentato la scuola superiore locale. Una realtà molto diversa da ciò che sono abituata a vivere qui, presso il mio Liceo a Mirano.  Il mio arrivo è stato una grande novità, dato che lì, prima di allora, nessuno aveva vissuto un’esperienza del genere. Sono stata così accolta con grande affetto ed entusiasmo e ho avuto la fortuna di riuscire ad integrarmi velocemente e stringere amicizie con i miei compagni di classe. Le persone sono molto aperte, amichevoli e affettuose, il che all’inizio mi ha senza dubbio aiutata.

In Argentina, la terra del Papa, da un punto di vista religioso non è solo diffusa la confessione cattolica ma anche quella protestante, ma le persone praticanti sono poche. A Quemù- Quemù, nonostante le dimensioni ridotte del paese, sono presenti ben quattro piccole comunità evangeliche ed una cattolica.  In generale, sono molto sentite e celebrate le feste nazionali, mentre quelle religiose hanno un peso meno importante. In Argentina la Chiesa influenza abbastanza la politica. Infatti alcuni tra i temi più caldi del momento riguardano la separazione dello Stato dalla Chiesa o la legalizzazione dell’aborto. Giovani e adulti, cristiani o meno, attraverso marce e proteste esprimono continuamente la loro posizione.

A 16 anni è spiazzante essere catapultati da soli in un Paese diverso, sconosciuto, dove parlano un’altra lingua, hanno tradizioni, orari e abitudini diverse e le novità sono all’ordine del giorno. Vivere in una famiglia sconosciuta, con altre abitudini, punti di vista non è sempre facile. Può essere complicato capirsi e riuscire a vivere assieme, condividendo il tempo e gli spazi. Non ci sono mamma e papà per aiutarti sempre e starti vicino nelle situazioni critiche e nei momenti di tristezza.

Nonostante tutto, rivivrei la mia esperienza così com’è stata.  I momenti belli e significativi sono sempre stati più numerosi di quelli difficili: ho conosciuto persone fantastiche e ho condiviso momenti che ricorderò per sempre. Le difficoltà hanno portano sempre a qualcosa di bello.  Nel bene nel male, sono cresciuta e cambiata, ho allargato i miei orizzonti, ho imparato ad avere più fiducia in me, a vedere la realtà e la mia vita da un’altra prospettiva.  Ho conosciuto l’Argentina fino in fondo e non solo superficialmente come farebbe un turista.

Il mio consiglio per tutti i giovani che ne avranno l’opportunità, è quello di vivere un’esperienza come la mia, partire, conoscere e più in generale essere curiosi e uscire dalla propria “comfort zone”. Perché oltre ad essere motivo di crescita personale, è un’occasione per vivere esperienze che altrimenti non si vivrebbero mai, si acquisisce una visone più globale, meno eurocentrica, si sperimenta che esistono più punti di vista, si assimilano valori di tolleranza e rispetto indispensabili per un mondo più giusto ed equo.

Con affetto,
Susanna Trevisanello


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