Home Da Salzano a #06: Da Salzano all’…Argentina

#06: Da Salzano all’…Argentina

Gli argentini mi hanno insegnato l’accoglienza

Quando mi hanno detto, a febbraio del 2018, che avevo vinto una borsa di studio per studiare un anno all’estero non ci credevo. Mi sembrava una cosa troppo assurda perché potesse capitare proprio a me… eppure è stato così: il 23 agosto 2018 sono partita insieme ad altri 125 ragazzi verso l’Argentina.

Di questo bellissimo paese sapevo poco o niente e ancora adesso, dopo averci vissuto per un intero anno e averlo in parte visitato, sento che ho ancora tanto da scoprire.

Sono partita e mi sono portata dietro tante paure, tanti dubbi, tanti desideri e tante speranze… che non sono state soddisfatte, perché la realtà è stata molto più di quello che io immaginassi.

A Resistencia, Chaco (nel nord dell’Argentina) ho trovato una seconda casa e in Walter, Maria Ines, Abril e Lautaro una seconda famiglia. Un luogo, ma soprattutto delle persone che hanno saputo farmi spazio e che hanno voluto lavorare con me sulle difficoltà culturali.

Eh si, ci sono state anche quelle e non sono state poche: la lingua in primis, poi gli orari, le abitudini giornaliere, il cibo, le tradizioni, la musica, perfino l’abbigliamento erano diversi. E se questo all’inizio spaventa, poi diventa uno stimolo… non dimenticherò mai, per esempio, le risate con mia sorella ospitante quando nel bel mezzo di un discorso profondo sbagliavo un verbo e toglievo ogni serietà al mio monologo.

Ho imparato che le difficoltà sono tali solo finché le si vive così… anche se comunque durante i primi mesi mi è sembrato di vivere sulle montagne russe, in un continuo alternarsi di alti e bassi.

Poi piano piano, attraverso la scuola, la famiglia e gli amici, sono entrata in quella cultura che mi era apparsa così estranea e che invece adesso è anche un po’ la mia… gli argentini sono persone solari, aperte, affettuose e disponibili che mi hanno insegnato l’accoglienza.

Pensare che un Paese con una così difficile situazione economica; che una città come Resistencia (capoluogo della quarta regione più povera dello Stato) mi abbiano dato così tanto è incredibile, eppure è così: meno hanno da offrire e più te lo offrono di cuore. Tante cose sono così diverse che potrei scriverci un libro ma la magia dell’Argentina sta nella “buena onda”, nel loro vivere la vita come se fosse una festa. Ed è proprio questo quello che mi sono riportata a casa quando sono rientrata, ormai già due mesi fa: la festa che loro vivono tutti i giorni. Festa che sta nelle piccole cose, nel passare del tempo insieme (pranzando, cenando e facendo merenda in famiglia o con gli amici), nel dedicarsi a se stessi coltivando le proprie passioni… ma anche e soprattutto nel fermarsi qualche minuto ad osservare un tramonto, guardare la pioggia.

Ho scoperto andando via quanto sia bella la mia Italia, quanto ho da imparare dagli altri… ogni cosa vissuta mi ha apportato qualcosa che mi ha fatta maturare: non cambierei una virgola di questa esperienza.

Grazie all’anno all’estero ho potuto avere un altro punto di vista della vita; del mondo; mi sono potuta confrontare con un’altra scala di valori; ho aperto la moltissimo la mente e allargato gli orizzonti, stringendo forti amicizie non solo in Argentina ma anche con altri ragazzi da altre parti del mondo (Emma dal Portogallo, Isabella e Hellen dagli Usa, Victor dalla Germania) e da altre parti di Italia (Carlotta da Bologna, Tommaso da Ferrara).

Ritengo che un’esperienza simile abbia un valore enorme, non tanto per il periodo di studi in un altro paese, ma per le possibilità di apertura mentale e confronto con altre persone e altre culture che può offrire… uscire dalla propria “comfort zone” può essere impegnativo ma ciò che si  guadagna non ha prezzo, non ci si può lasciar bloccare dalla paura di fronte a determinate opportunità… dobbiamo coglierle, chissà cosa ci aspetta là fuori.

Con affetto,
Silvia Carraro


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