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VIVERE IN UNA GRANDE CITTÀ

Carissima Comunità di Salzano,

sono Giulia e il 3 gennaio 2017 mi sono trasferita a Londra per intraprendere un dottorato di ricerca della durata di quattro anni presso la University College London. L’opportunità si presentò un po’ di sorpresa ma senza dubbi sarebbe stata un’avventura da non lasciarsi sfuggire. Quando sono arrivata, i luminosi addobbi natalizi erano ancora appesi ad accogliermi ed ho potuto assaporare il vivere in una grande città. Con i suoi 9 milioni di abitanti, Londra sembra un piccolo mondo, con persone da ogni continente, cultura e religione. Ciò che colpisce è il rispetto e l’apertura alla diversità: chiese protestanti, cattoliche e ortodosse, moschee e sinagoghe vengono animate ogni settimana da credenti che mantengono viva la loro fede. Anche la comunità italiana è molto numerosa, basti pensare che Londra è la quinta città italiana più grande, ovvero ci sono più italiani a Londra che a Genova; quindi ci si sente a casa preparando le lasagne e il tiramisù per le cene con gli amici. Poi, per non perdere le buone abitudini, sono stata accolta come capo lupetti nel gruppo scout 211 North London, esperienza che mi permette di far parte di una comunità locale e di conoscere i miei vicini di casa, che altrimenti rimarrebbero sconosciuti. Essendo una città turistica, molti amici e conoscenti sono passati a trovarmi: se non l’avete ancora fatto, vi aspetto!

Per condurre degli esperimenti, ho anche vissuto quattro mesi in Cina in un’altra grande città, Wuhan. Per essere un Paese in cui la religione è poco diffusa, è stato provvidenziale trovare una chiesa cattolica con una messa domenicale in inglese o francese. Sono stati mesi molto interessanti, ma questa è un’altra storia.

Ai giovani dico: “Partite!”, che il mondo è pieno di luoghi da scoprire e avventure da vivere. L’affetto che si prova per i luoghi di casa come Salzano e soprattutto per le persone, sono però un incentivo per progettare, in futuro, di tornare.

Con affetto,
Giulia Trabacchin

Ai giovani dico: “Partite!”, il mondo è pieno di luoghi da scoprire e avventura da vivere.


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Testa e cuore per essere cittadini del mondo

Abbiamo deciso di raccontare che siamo una Comunità aperta ed abbiamo chiesto di raccontarlo ad alcuni giovani che da qualche mese o da qualche anno vivono, studiano, lavorano lontano da Salzano.

A volte rischiamo di ritrovarci con una grande confusione in testa. Nel nostro immaginario, oggi, vediamo come migranti il popolo delle barche e delle tragedie nel sud del Mediterraneo.  Un fenomeno che tocca casa nostra. Abbiamo rimosso il boat people asiatico di qualche decennio fa, anche se una parte di quelle sfortunate persone era stata accolta in Italia con grande solidarietà. E non ci ricordiamo più, forse, neppure di quando, in tempi più recenti, erano gli albanesi a volersi trasferire in Italia attratti dalle immagini di benessere che arrivavano loro dai canali televisivi. Eppure, siamo stati e siamo un popolo di migranti. Anzi, il nostro oggi felice Nordest è stato nel secolo scorso uno dei bacini più importanti per fornire braccia, che spesso hanno rivelato di essere anche menti imprenditoriali brillanti, alle Americhe, al resto d’Europa e fino alla lontana Australia.

E se provassimo, invece, ad inquadrare tutto questo sotto il cappello di un termine diverso, che suona almeno in parte meno negativo, come “globalizzazione”? Forse, a ragionarci su, la prospettiva cambierebbe radicalmente. Globalizzazione non vuol dire solo ricevere via Amazon in un paio di giorni l’ultimo modello di telefonino cinese, vuol dire pensare ed agire in ogni angolo del pianeta come se si fosse in casa nostra. E ci vogliono testa e cuore, così come nel trattare senza pregiudizi il problema/opportunità dei migranti. Testa e cuore che devono essere aperti, affacciati sul mondo, non sul giardino di casa, perché solo questo può contribuire veramente a farci crescere tutti.

Ecco perché anche noi, come Comunità nostra, abbiamo deciso di raccontare che siamo una Comunità aperta, realmente globalizzata con la testa ed il cuore. Ed abbiamo chiesto di raccontarlo ad alcuni giovani di questa nostra Comunità che da qualche mese o da qualche anno vivono, studiano, lavorano lontano da Salzano, portando la loro esperienza, il loro entusiasmo ma anche facendo tesoro dello straordinario patrimonio umano che incontrano. Leggerete le loro testimonianze in questo e nei prossimi numeri del nostro giornale, ma cercate di andare oltre le righe. Lasciare il comodo salotto di casa e la cucina di mamma sicuramente non è stato facile, ci sono situazioni nuove da affrontare, sfide da cogliere, sacrifici da fare, soddisfazioni da cercare. E non dimenticate, leggendo questi “reportage”, che dietro a tutto restano sempre testa e cuore, che devono essere aperti, capaci di andare oltre il facile rifugio delle comodità e dell’individualismo. Scoprirete che abbiamo degli straordinari ambasciatori della nostra Comunità sparsi nel mondo e sarà un aiuto anche per tutti noi, perché guardiamo oltre la nostra piazza, la nostra filanda, il nostro parco, perché superiamo gli stereotipi dell’accoglienza/beneficenza piuttosto che della globalizzazione consumistica, abbattendo i nostri confini mentali e comprendendo che tutto questo non è l’esperienza di pochi, ma la straordinaria opportunità che tutti, veramente tutti, possiamo e dobbiamo cogliere.

Claudio Pasqualetto
Direttore responsabile di “Comunità Nostra”


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