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Esperienze estive 2015 – Azione Cattolica

Ecco riassunte le esperienze per l’estate 2015 dell’Azione Cattolica di Salzano

PRIMA SUPERIORE

Il campo di prima superiore dell’Azione Cattolica si è svolto a Borgo Valsugana durante la settimana a cavallo tra Luglio e Agosto.

In questa esperienza i ragazzi hanno affrontato diversi temi in modo piuttosto approfondito: dai più conosciuti come il bullismo e la corporeità, a quelli più inesplorati come la morte o l’essenzialità.

Grazie anche alla presenza di un’assistente, don Matías cappellano di Noale, i ragazzi hanno vissuto molti momenti di riflessione e di preghiera, specialmente nella tipica attività del deserto, che come ogni anno impegna i giovani con un periodo più o meno breve di silenzio, distacco da cose che possono distrarre e ovviamente di preghiera e relazione con Dio. Novità tutta di quest’anno la notte in tenda, che per alcuni è stata pure la prima volta. Sicuramente una bella esperienza, nuova, anche se impegnativa nell’organizzazione e scomoda per alcuni, in quanto dormire per terra è stata dura!

Nonostante ciò sia per gli educatori che per i ragazzi è stata un’esperienza importante, di forte unione tra giovani appartenenti a parrocchie diverse, ha visto i ragazzi impegnarsi molto ed in modo maturo nelle condivisioni oltre che nella vita di campo di tutti i giorni, quindi in conclusione, una settimana decisamente positiva!

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SECONDA SUPERIORE – SULLE ORME DI SAN FRANCESCO

I ragazzi dell’Azione Cattolica di 2a superiore per l’estate 2015 hanno avuto l’opportunità di provare qualcosa di diverso: un camposcuola semi-mobile a Spello-Assisi dal 26 Luglio al 1 Agosto.

Il titolo del Campo, “Sulle Orme di San Francesco”, non si smentisce; infatti durante la settimana i ragazzi hanno vissuto un’esperienza nuova, come il camminare tutti insieme a piedi scalzi indossando un saio per raggiungere l’Eremo delle Carceri, ed ascoltare diverse testimonianze. Le più significative sono state quelle di Suor Lucia, dell’ordine delle Clarisse e quella di Fra Andrew, frate americano che ha raccontato il suo percorso di conversione da evangelista a cattolico.

In conclusione, questo campo ha permesso ai ragazzi di sperimentare come vivere seguendo le orme di San Francesco, mettendoli alla prova nel loro percorso di crescita personale e spirituale, focalizzando l’obiettivo su Gesù, figura che con gli anni spesso perdono di vista e mettono da parte.

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TERZA SUPERIORE – UN CUORE CHE VEDE: testimonianza AC di servizio

Dal 26 luglio al 1 agosto 2015, noi diciassettenni di Azione Cattolica Giovanissimi del vicariato di Noale abbiamo partecipato al camposcuola vicariale, tenutosi presso la Casa “La Dimora” dei padri Canossiani a Castelli di Monfumo (TV).

Questo camposcuola, organizzato dalla Caritas Tarvisina in collaborazione con l’Azione Cattolica, ha permesso a noi giovani di entrare in contatto con la realtà del servizio alle persone diversamente abili, facendoci comprendere che, chi ha bisogno di noi, è molto più vicino di quanto possiamo immaginare. Ogni mattina, a coppie, accompagnati da un educatore, noi ragazzi ci recavamo nei vari centri diurni e nelle cooperative sociali della zona pedemontana per apportarvi il nostro piccolo contributo, affiancati sempre dagli operatori e dai volontari di queste strutture. Ogni centro aveva le proprie peculiarità e si occupava di attività differenti: dal lavoro agricolo alla produzione di lavoretti fatti a mano, dal lavoro in catena di montaggio alla semplice compagnia alle persone che lo richiedevano; tutte attività che variavano in base al livello di autonomia degli utenti.

Inizialmente, eravamo tutti concordi sul fatto che le realtà presentatesi ai nostri occhi erano molto diverse da ogni nostra possibile previsione o aspettativa e, soltanto col tempo, abbiamo imparato a rapportarci adeguatamente con queste persone, che poi tanto diverse da noi non sono. Nei pomeriggi di campo abbiamo avuto modo di approfondire questo, condividendo fra di noi le esperienze vissute e, con l’aiuto degli educatori, osservarle da un punto di vista diverso.

Accostandoci alle persone disabili ci ha molto colpito la spontaneità e la straordinaria forza d’animo che le contraddistingue, unite anche alla loro coinvolgente vitalità ed al loro traboccante senso dell’umorismo. Inoltre, ciò che ci ha ci toccato ancor più nel profondo, è la loro capacità di notare anche le cose più semplici: un gesto, un sorriso, uno sguardo, un abbraccio, che per noi possono sembrare quasi scontati, ma che in loro fanno invece scaturire una gioia immensa e contagiosa, tanto che, di fronte ad una naturalezza così disarmante, non abbiamo potuto far altro che lasciarci travolgere e, qualche volta, anche commuovere.

Pur essendo stata un’esperienza breve, ciascuno di noi si è portato a casa emozioni e lezioni di vita che difficilmente riusciremmo a trarre dalla nostra routine quotidiana, mettendoci in gioco, relazionandoci con persone che in precedenza avremmo messo in disparte e imparando a fare dei loro limiti una ricchezza. Anzi, la loro vicinanza ha fatto emergere e ha messo ancor più in evidenza il fatto che le persone più limitate siamo proprio noi che, comunemente, ci riteniamo “normali”, poiché quasi sempre non riusciamo a dimostrare amore sincero e incondizionato come solo loro sanno fare, fermandoci all’apparenza e rimanendo impigliati in preconcetti e stereotipi che non ci permettono di guardare oltre e di lasciarci andare ad emozioni vere ed autentiche.

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Ciò che possiamo dire di aver imparato durante questi pochi giorni è appunto l’andare oltre ai pregiudizi, il non guardare queste persone semplicemente con gli occhi di chi non è in grado di andare al di là dell’evidenza, bensì, proprio come il titolo del nostro camposcuola (“Un cuore che vede”) ci suggeriva, ad infrangere la barriera del “diverso” e a scrutare tali persone con i soli occhi del cuore, gli unici davvero in grado di farci andare in profondità, di farci cogliere ogni persona nella sua interezza, spingendoci ad accettarci ed amarci per quello che siamo.

Durante questa settimana, essendo noi ragazzi di Azione Cattolica, abbiamo avuto anche modo di accostarci alla Parola di Dio, vivendo sia momenti di preghiera in gruppo che di riflessione personale, grazie ai quali ci siamo resi conto di quanto sia importante e gratificante donare tempo ed affetto a chi ne ha bisogno, comprendendo altresì che chiunque ci chieda una mano non dev’essere per noi un peso, ma una possibilità. Consapevoli del fatto che proprio Gesù, con il suo accostarsi alle persone più umili ed emarginate ed il suo farsi strumento nelle mani di Dio per l’umanità, ci ha indicato per primo la strada del servizio al prossimo, vorremmo prenderci l’impegno di rendere questo camposcuola non un’esperienza isolata, ma solamente la prima di una vita spesa all’insegna dell’aiuto nella comunità e dell’amore fraterno, affinché lo straordinario di una settimana possa tramutarsi in ordinario di un’intera esistenza.

A. A. e M. A.

 

QUARTA SUPERIORE – CAMPO SERVIZIO CARITAS A ROMA

Alcuni giovani di 4 Superiore dell’AC di Salzano, insieme ad altri ragazzi e ragazze del vicariato di Noale (totale di 34 persone, di cui 27 ragazzi, 6 educatori e un assistente, don Matías Franceschetto), sono partiti per Roma dal 9 al 15 Agosto 2015.

Il camposcuola organizzato in stretta collaborazione con la Caritas di Roma, ha impegnato i ragazzi nel servizio presso la mensa dei poveri e il dormitorio, sempre gestito della Caritas. L’esperienza ha permesso loro di avvicinarci alla realtà della povertà e di “toccare” con mano il vero volto di Gesù, che sta negli ultimi. Questa è stata la ricchezza che abbiamo portato a casa.

Non è mancata anche la visita dal Papa, all’udienza del mercoledì presso la sala Nervi, dove siamo riusciti a donargli (lanciandola) la nuovissima maglietta gialla del nostro vicariato!

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